Il borgo medievale di Moresco con la sua torre, adagiato su una collina tra frutteti e campi del Fermano
Il borgo di Moresco sulla collina, con la torre eptagonale — foto: pizzodisevo · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons

Alle spalle di Fermo le colline si susseguono fino ai Monti Sibillini, e quasi ogni crinale porta in cima un paese. Sono borghi piccoli, spesso raccolti dentro le mura, che si visitano in un'ora o poco più ma che meritano di essere scoperti senza fretta, lasciando tempo per una sosta in piazza e per guardare il paesaggio. Qui vi proponiamo cinque tappe fra la Valdaso e la valle del Tenna, facili da combinare in una o due giornate in auto partendo da Fermo.

Montefiore dell'Aso e Moresco, sulla Valdaso

La valle del fiume Aso è una distesa di frutteti che scende verso l'Adriatico. Su un colle che la domina si trova Montefiore dell'Aso, che amministrativamente appartiene alla provincia di Ascoli Piceno ma guarda lo stesso paesaggio del Fermano ed è inserito fra i Borghi più belli d'Italia. Il suo tesoro è legato a Carlo Crivelli: il polittico che il pittore realizzò attorno al 1471 per la chiesa di San Francesco fu smembrato nell'Ottocento e disperso tra musei europei e americani, ma sei tavole rimaste in paese sono state ricomposte in un trittico, oggi custodito nel Polo museale di San Francesco, allestito nell'ex convento. Montefiore dell'Aso è anche il paese natale di Adolfo De Carolis, protagonista dell'arte italiana tra Ottocento e Novecento.

Sulla stessa valle, Moresco è un borgo minuscolo e compatto, anch'esso fra i Borghi più belli d'Italia, chiuso dalle mura e raccolto attorno a un'unica piazza triangolare con un portico. Ai due lati del paese si alzano la Torre dell'Orologio e soprattutto la torre eptagonale, alta circa 25 metri: la sua forma a sette lati è un caso unico nelle Marche. Nata come punto di avvistamento a guardia dell'ingresso del borgo, oggi è il segno riconoscibile di Moresco sul profilo della valle.

Monterubbiano, il paese di Vincenzo Pagani

Monterubbiano è il paese natale di Vincenzo Pagani, pittore del Rinascimento vissuto tra la fine del Quattrocento e il Cinquecento, di cui si conservano opere nella chiesa di Santa Maria dei Letterati. Il borgo è noto anche per una festa molto sentita: ogni anno, nel giorno di Pentecoste, si svolge l'Armata di Pentecoste con il rito dello Sciò la pica, che rievoca il mito del ver sacrum e la migrazione dei giovani guidati dal picchio, l'animale da cui prende nome il popolo dei Piceni. Corteo storico, cavalieri e le grida dei figuranti riempiono le vie del paese. Per date e programma aggiornati consultate i canali ufficiali della manifestazione e del Comune di Monterubbiano.

Servigliano, la città ideale del Settecento

Servigliano è diverso da tutti gli altri borghi della zona. Nel 1771 il paese originario, sul colle, fu colpito da una frana, e papa Clemente XIV ne promosse la ricostruzione a valle: il nuovo centro prese il nome di Castel Clementino, che mantenne per circa un secolo. Il risultato è un quadrilatero quasi perfetto, con lati di circa 144 e 137 metri, strade ortogonali e tre porte settecentesche: Porta Clementina, Porta Pia e Porta Santo Spirito. Passeggiare nella piazza centrale dà l'idea di un progetto urbanistico pensato a tavolino, raro nell'entroterra marchigiano. Ogni estate, in agosto, il Torneo cavalleresco di Castel Clementino riporta in piazza costumi e sfide a cavallo: date e programma si trovano sui canali ufficiali del torneo e del Comune di Servigliano.

Petritoli e il panorama dai Sibillini al mare

Petritoli conclude bene l'itinerario, soprattutto verso il tramonto. Il borgo vive il suo momento di maggiore fioritura architettonica nell'Ottocento, quando vengono costruiti i Tre Archi in stile neogotico, inseriti tra due torrioni medievali, la torre civica e il Teatro dell'Iride, piccolo teatro in stile neoclassico. Dalla parte alta del paese lo sguardo abbraccia un panorama molto ampio, che dai Monti Sibillini scende fino alla costa adriatica.

Consiglio pratico: le strade che collegano i borghi sono tortuose e i tempi di percorrenza più lunghi di quanto suggeriscano i chilometri. Meglio scegliere due o tre paesi per giornata e verificare in anticipo, sui canali ufficiali dei Comuni, orari e aperture di musei e chiese.

Rientrare la sera nella campagna di Fermo dopo una giornata tra i borghi ha un sapore particolare: il paesaggio visto dalle mura è lo stesso che circonda l'Agriturismo La Viola e il Sole, con le colline coltivate che scendono dolcemente verso il mare.

Una base in campagna per scoprire i borghi del Fermano

L'Agriturismo La Viola e il Sole si trova nella campagna di Fermo, immerso nella quiete delle colline: un punto di partenza tranquillo per esplorare i paesi dell'entroterra e tornare la sera in piscina.